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Nidificanti
Monitoraggio dell’avifauna nidificante
Luca Puglisi, Paolo Sposimo e Barbara Cursano   nidificanti@centrornitologicotoscano.org
 
Il monitoraggio dell'avifauna nidificante in Toscana prende avvio nel 2000, dopo alcuni rilevamenti di prova nel 1999, quando il COT decide di aderire al progetto nazionale MITO2000, promosso dall'Università di Milano Bicocca e dall'associazione Faunaviva, per conto del Ministero dell'Ambiente. In Toscana il monitoraggio è svolto per conto della Regione con lo scopo di valutare lo stato delle popolazioni delle specie più comuni attraverso indici di abbondanza e diffusione.
 
Promotore e primo coordinatore del progetto nella nostra regione è stato Guido Tellini Florenzano.
 
La metodologia si basa su un campionamento di stazioni scelte casualmente sul territorio regionale; nelle Zone di Protezione Speciale ed in altre aree ritenute di interesse ornitologico la posizione delle stazioni è determinata direttamente dal rilevatore; tali stazioni, inoltre, sono visitate ogni anno. In ogni stazione il rilevatore annota tutti gli uccelli visti e sentiti nel corso di un periodo standard di 10 minuti, distinguendo i contatti avvenuti entro una fascia di 100 m ed al suo esterno. Ai rilevatori è anche richiesto di fornire una descrizione codificata dell'ambiente entro 100 m dallastazione di rilevamento. Una prima fase del progetto si è conclusa con la primavera 2004 (dati in corso di elaborazione), ma è nostra intenzione stabilire un programma continuo di monitoraggio delle specie nidificanti negli anni a venire.
 
Al 2003, sono stati effettuati in totale 3.039 rilevamenti puntiformi, raccogliendo quasi 60.000 dati riferiti a 197 specie, di cui circa 150 effettivamente nidificanti in Toscana.

 
I livelli di analisi cui possono essere sottoposti i dati sono diversi e molteplici. Una prima basilare informazione che si può ricavare è il grado di diffusione sul territorio regionale. Questo può essere espresso come percentuale di stazioni di rilevamento in cui una specie è stata rilevata: al riguardo le cinque specie nidificanti più diffuse sono Capinera, Merlo, Passera d'Italia, Tortora e Verzellino.

 

Un primo importante risultato, ancora parziale dal momento che il progetto di monitoraggio non è concluso, è comunque l'elaborazione di mappe di distribuzione qualitativa, cioè di presenza/assenza, riferite a maglie di 10 km di lato, paragonabili a quelle ottenute nel corso del progetto Atlante dei nidificanti. Tali mappe, particolarmente significative e realistiche per le specie più comuni, sono in grado di fornire delle preziose informazioni sull'andamento delle singole specie. Ad esempio, il Colombaccio è oggi molto più diffuso rispetto a 20 anni fa, mentre l'opposto è vero per l'Averla piccola: come in altre parti del suo areale, questa specie è diminuita notevolmente. Per molte specie, inoltre, è allo studio la realizzazione di mappe di distribuzione quantitative, in grado cioè di evidenziare differenze di abbondanza nell'areale di presenza.

 
Un altro aspetto della diffusione delle specie facilmente indagabile è la distribuzione altitudinale. Ad esempio, due specie diffuse lungo tutte le fasce altimetriche analizzate sono l'Allodola ed il Fanello; la prima è più abbondante nelle fasce di maggiore elevazione e poi di nuovo in quelle di pianura e bassa collina, dove tuttavia risulta in proporzione molto meno frequente. Il Fanello è invece presente con un chiaro gradiente altitudinale, per cui è maggiormente diffuso alle quote più elevate e diviene progressivamente più raro scendendo a quote più basse.
 

Un esempio dei risultati relativi ad una specie può essere scaricato qui.
 
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