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Rondone pallido
Giorgio Paesani  giopae@tin.it

Lo scopo di questo progetto è quello di approfondire le conoscenze sulla specie ed in particolare sulla sua biologia riproduttiva. Il Rondone pallido (Apus pallidus), cugino peculiare del Rondone comune (Apus apus) è stato oggetto, negli ultimi anni, di molte ricerche in tutta Europa ma continua a riservare delle sorprese come lo svernamento irregolare lungo la nostra costa e la particolare metodologia di costruzione dei nidi osservata nell'altra colonia oggetto di studio, quella della Torre di Calafuria.
Lo studio interessa la colonia del Molo Novo (la diga foranea del Porto di Livorno) costituita da diverse decine di coppie che occupano le cavità ricavate dai fori di appoggio delle architravi posizionate a 5 metri circa di altezza, equidistanti e molto simili nelle dimensioni.

 Foto: G. Paesani

In particolare si cercherà di acquisire informazioni relative alla biologia riproduttiva della specie, intervenire modificando i siti per aumentare la produttività della colonia ed intervenire sui fattori limitanti: disturbo antropico e predazione (derattizzazione).
Lo studio è svolto in collaborazione con l'I.N.F.S. e l'Università di Pisa (DEEE), ed in particolare sarà oggetto di una tesi di Laurea.

I primi tre anni di monitoraggio sono stati finalizzati a raccogliere informazioni quantitative e qualitative sulla colonia, senza alcun intervento di modifica, effettuando uscite mensili da maggio a novembre. Durante ogni uscita sono state controllate tutte le cavità: mediante l'utilizzo delle ingegnose strumentazioni messe a punto da Roberto Mainardi, verificandone l'occupazione da parte dei rondoni, ogni nidificazione è stata seguita fino all'esito.
Ogni cavità è stata inoltre fotografata e misurata: l'elaborazione di queste misurazioni consentirà di indagare sui criteri di scelta delle stesse e sulla loro idoneità a garantire il successo riproduttivo. Su questa base programmeremo gli interventi di modifica dei siti.
Dall'inanellamento di molti giovani e di alcuni adulti attendiamo di ottenere elementi relativi alla fedeltà al sito.

  

Foto: F. De Pietro

In questi annisono state inoltre raccolte preziose informazioni sui fattori limitanti che gravano sulla colonia; tra questi un ruolo fondamentale lo rivestono le predazioni effettuate dai ratti, ma un "pesante" contributo viene anche dalle visite del Falco pellegrino (Falco peregrinus) che, a quanto abbiamo potuto osservare, sono assai più frequenti e metodiche di quanto pensavamo inizialmente. Non trascurabili poi le perdite dovute ad incidenti provocati indirettamente dall'uomo; almeno due adulti e un giovane sono stati trovati morti impigliati in fili da pesca utilizzati per la costruzione dei nidi.

L'estate 2006 la dedicheremo a proseguire il lavoro di monitoraggio, alla rielaborazione dei dati ed alla pianificazione degli interventi futuri.
Nei prossimi mesi dovrà avere inizio la seconda fase della ricerca, con l'individuazione delle modifiche da apportare ai siti e il loro approntamento. 
E' graditissimo, anzi indispensabile, l'aiuto di chiunque sia interessato a partecipare alle attività. Le uscite, mensili da maggio a novembre, successivamente da pianificare, occupano una mezza giornata, il molo viene raggiunto utlizzando una motobarca privata.

Foto: G. Paesani

Per ottenere informazioni e per partecipare contattare Giorgio Paesani giopae@tin.it

 
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