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Inanellamento a Pianosa
Inanellamento in periodo autunnale a Pianosa
Iacopo Corsi   iacopo.corsi@virgilio.it

Dal 2001, il COT svolge attività di inanellamento e cattura a scopo scientifico sull'isola di Pianosa (LI).

 

Pur avendo partecipato in maniera saltuaria (2001-2003, 2010) al Progetto Piccole Isole (PPI) volto a studiare la migrazione primaverile, lanciato nel 1988 dall'ex I.N.F.S. - Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica., oggi   I.S.P.R.A Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - la stazione di inanellamento ha invece avuto un ruolo quasi pioneristico nello studio della migrazione autunnale. Con la sola eccezione del 2008 -   anno in cui non è stato possibile raggiungere l'isola - le campagne di inanellamento in questo periodo dell'anno, di durata mensile, si susseguono ormai dal 2001, anno in cui l'attività fu avviata in compartecipazione con il WWF Toscana, mentre dal 2005 è portata avanti dal solo COT.

 

Molto interessanti sono i risultati raggiunti: nel corso di tutti questi autunni sono stati infatti inanellati 22.815 uccelli, appartenenti a 71 specie diverse suddivise in 12 Ordini. La specie di gran lunga più catturata risulta essere il Pettirosso Erithacus rubecula   con 10.209 individui, ma altre quattro specie superano i 1.000 esemplari catturati: Capinera Sylvia atricapilla (3.224), Merlo Turdus merula (2.781), Occhiocotto Sylvia melanocephala (1.140) e Tordo bottaccio Turdus philomelos (1.067). Ulteriori sei specie superano il numero dei 100 individui campionati: Codirosso spazzacamino Phoenicurus ochruros (999), Luì piccolo Phylloscopus collybita   (851), Regolo Regulus regulus (815), Passera scopaiola Prunella modularis (694), Saltimpalo Saxicola torquata (243) e Fiorrancino Regulus ignicapillus (133). Tra le catture meritevoli di attenzione si segnalano quelle di un'Albanella pallida Circus macrourus, una Cannaiola di Jerdon Acrocephalus agricola, due Luì forestieri Phylloscopus inornatus avvenute in due anni diversi e quella di un Picchio muraiolo Tichodroma muraria oltre a numerose ricatture, sia di uccelli inanellati altrove e ripresi a Pianosa, sia di individui inanellati sull'isola e ricatturati in seguito in altri luoghi.

 

L'attività, sostenuta dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, è stata resa possibile dai circa 200 volontari che hanno reso possibile lo svolgimento dei rilievi, organizzati in turni settimanali, in tutti questi anni; nel corso di alcune campagne, la stazione è stata anche inserita in un progetto per la qualificazione professionale dei detenuti presenti sull'isola.

 

Negli anni passati l'isola (la cui superficie è di circa 1.000 ha) è stata particolarmente difficile da raggiungere e da visitare a causa della presenza di una colonia penale, tanto che la prima pubblicazione sugli uccelli dell'isola - Baccetti N., Notizie sull'avifauna nidificante a Pianosa (Arcipelago Toscano); Quad. Mus. Stor. Nat. Livorno, 10: 77-90 - risale soltanto al 1989. Ad oggi, nonostante la quasi totale dismissione del carcere, arrivare a Pianosa conserva sempre un certo senso di avventura; un po' perché è raggiunta una sola volta alla settimana dal traghetto, se il mare lo consente, un po' perché l'isola è comunque pressoché disabitata e quindi costringe i partecipanti alla campagna a provvedere all'acquisto del vitto a terra, prima della partenza. D'altro canto tutto ciò, unito anche alla selvaggia bellezza del luogo, rende quasi indimenticabile il soggiorno di una settimana a Pianosa.

 
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