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Garzaie
stagione 2003
Alessandro Sacchetti  sandro.sacchetti@dada.it

Sulla falsariga del progetto Garzaie nazionale, coordinato da Fasola dell'Università di Pavia e relativo al 2002, di cui il COT era stato referente per la Toscana, abbiamo deciso di proseguire questa indagine, allo scopo di monitorare nel corso degli anni l'andamento degli aironi coloniali (e non solo...), di cui la nostra regione ospita popolazioni importanti.
 
Il metodo previsto dal progetto Fasola prevede il conteggio di un campione dei nidi per le varie specie presenti in colonia (tre uscite), il conteggio dei nidi a stagione riproduttiva conclusa (agosto), il conteggio dei nidi in autunno (novembre), con gli alberi spogli, e la successiva elaborazione dei dati raccolti effettuando una stima proporzionale in base all'osservazione diretta dei nidi durante la stagione riproduttiva.
 
 
Nel caso nostro, trattandosi di garzaie costituite da un numero relativamente modesto dei nidi (salvo il caso di Fucecchio con circa 2000), se confrontato alle garzaie del Nord Italia, si è ritenuto di procedere dove possibile al conteggio diretto dei nidi o degli individui in partenza e arrivo alla colonia.
 
Le stime risultano, per la maggior parte dei casi, abbastanza precise, con l'esclusione della garzaia di Fucecchio (anche a causa della notevole estensione) per la quale si è ottenuta una stima più approssimativa delle coppie nidificanti: in questo caso si è dovuto applicare il metodo percentuale rapportato al numero totale di nidi.
Per Massaciuccoli e Chiusi-Montepulciano, si è dovuto ricorrere ad un volo con deltaplano che ha permesso per Chiusi di ottenere una stima numerica più alta di quella risultata dal conteggio diretto.

Dove possibile la raccolta dei dati invernali dei nidi sugli alberi spogli ha permesso di integrare e/o confermare le stime sulle coppie nidificanti.
La garzaia di Orbetello-Isolotto Neghelli, seppure confermata, non è stata visitata per evitare il forte impatto che lo sbarco sull'isolotto, effettuato ripetutamente in anni successivi, avrebbe rappresentato. Invece la garzaia storica delle Marze non è stata censita a causa di problemi di accessibilità; resta comunque confermata la nidificazione.
 
Nel corso della stagione riproduttiva 2003 sono stati censiti 26 potenziali siti riproduttivi:
11 (Padule di Fucecchio, Orbetello-Isolotto Neghelli, Le Marze, Lago Castelnuovo-Cavriglia, Laghi di Figline, Lago di Chiusi, Lago di Massaciuccoli, Poderaccio- Firenze, Fornace Arnaccio-Biscottino) sono confermati come colonie storiche;
4 risultano di più recente acquisizione (Lago Maddalena, Cerreto-Pontassieve, Bonifica di Grecciano, Cenaia), ed 1 costituisce una "new entry" (Bilancino, con due nuovi siti, anche se l'area era occupata già in passato).
3 ulteriori siti, anche se sospetti, sono risultati poi non occupati (Galceti, torrente Osa e Aulla).
Il Lago di Montepulciano, forse per ragioni ambientali dovute allo scarsissimo apporto idrico, molto sotto al livello medio, è stato completamente disertato dagli aironi rossi.
Altri siti occupati in passato e visitati per verificare l'eventuale re-insediamento degli aironi risultano abbandonati.
 

 
Le specie monitorate sono sette: Nitticora, Airone guardabuoi, Sgarza ciuffetto, Garzetta, Airone bianco maggiore, Airone cenerino, Airone rosso, cui si devono aggiungere il Mignattaio, che viene censito pur non essendo un airone, ed il Tarabuso, per il quale nel corso del progetto sono stati raccolti dei dati, seppure non esaustivi. Il censimento non prevede il monitoraggio del Tarabusino, per il quale andrebbe attivato forse un progetto specifico.
 
In pratica la Toscana ospita tutte le specie nidificanti in Italia! Il numero delle coppie nidificanti nel 2003 è risultato inferiore rispetto al precedente anno di censimento (1255 contro i 2325 del 2000); tuttavia la popolazione regionale appare in incremento, se si considerano anche le garzaie non censite, sia per numero di coppie che di siti riproduttivi (1618 nidi) rispetto ai dati del 1998. Inoltre è stata accertata per la prima volta in Toscana la nidificazione dell'airone bianco maggiore con due-tre coppie nel padule di Fucecchio.

Quanto alle ragioni di abbandono e/o re-insediamento di aironi in siti storici idonei e ai movimenti fra i vari siti di nidificazione, non esistono informazioni sufficienti a formulare un'ipotesi soddisfacente; nel proseguimento dell'indagine sarà introdotta la raccolta dati di parametri ambientali che certamente potranno contribuire a tale scopo ... e poi, diciamo la verità, le fluttuazioni numeriche e di distribuzione spaziale degli aironi sul breve periodo ci sta che le capiscano soltanto loro!
 
I dati per il 2004 non sono ancora disponibili, ma grazie anche alla "discesa in campo" di nuovi rilevatori  il grado di copertura ottenuto in quest'ultimo anno sembra comunque soddisfacente.
 
Per partecipare al progetto scrivi a sandro.sacchetti@dada.it 
 
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