Trent'anni di monitoraggio dell'avifauna svernante e nidificante in Toscana 

Nell'ambito dell'incontro:

Conoscenze in Toscana sulla fauna migratoria. Studi scientifici a confronto. Venerdi' 24 Gennaio.  Sala Auditorium Consiglio Regionale Toscana. Via Cavour, 4 Firenze

ECCO LA SINTESI DEL NOSTRO INTERVENTO

Il Centro Ornitologico Toscano, associazione finalizzata alla ricerca scientifica che, con il sostegno della Regione Toscana, riunisce duecento ornitologi amatori e professionisti conduce, sin dalla metÓ degli anni '80, programmi di monitoraggio dell'avifauna nel territorio regionale.

Il monitoraggio degli uccelli acquatici svernanti, avviato nel 1984, ha permesso di seguire l'incremento di questa componente faunistica, che negli ultimi anni si attesta su presenze di 100.000-125.000 esemplari. Le anatre e la folaga costituiscono la metÓ di questi contingenti. La maggior parte delle specie ha mostrato un andamento positivo nel periodo di studio e questo Ŕ da ricondurre alla sopravvenuta tutela di importanti aree umide della regione.

Le maggiori concentrazioni di uccelli acquatici si registrano nelle zone umide costiere maremmane e pisane anche se, negli ultimi anni, l'istituzioni di riserve naturali nel Padule di Fucecchio unitamente al riallagamento di porzioni dell'ex-lago di Bientina ha fatto notevolmente aumentare l'importanza anche di questo distretto.

I contingenti di uccelli acquatici svernanti in Toscana rappresentano attualmente una frazione importante delle popolazioni italiane; numerosi siti toscani rispondono ai criteri numerici fissati per essere riconosciuti di importanza nazionale mentre i siti costieri maremmani risultano di importanza internazionale per l'Oca selvatica ed il Fenicottero.

Il monitoraggio degli uccelli nidificanti, avviato per un biennio alla metÓ degli anni '80 e successivamente ripreso in maniera continuativa nel 2000 sta mettendo in evidenza come le popolazioni nidificanti di molte specie, invece, stiano mostrando dinamiche marcate, in molti casi negative. In particolare questo avviene per pi¨ del 50% delle specie legate agli ambienti agricoli. Questo andamento si registra in buona parte del continente indicando l'impatto sulla biodiversitÓ dell'evoluzione degli agroecosistemi negli ultimi decenni.

L'esperienza toscana dimostra come importanti informazioni sull'effetto delle politiche di conduzione e gestione del territorio possono essere ottenute grazie a pratiche di monitoraggio di lunga durata.